Setsubun: Storia e rituali della festa giapponese dei fagioli

Ogni anno, il 3 febbraio, il Giappone vive al ritmo di una tradizione antica quanto sorprendente. Milioni di neko.it/amuletti-giapponesi/”>giapponesi lanciano semi di soia nelle loro case e per le strade gridando “Oni wa soto, fuku wa uchi”, letteralmente “i demoni fuori, la fortuna dentro”. È il Setsubun, una delle feste tradizionali più popolari e vivaci del calendario giapponese. Dietro questo rituale apparentemente semplice si cela una celebrazione di profonda ricchezza simbolica, radicata in secoli di tradizioni shintoiste e buddiste. Caccia ai demoni, rotoli di sushi mangiati in silenzio, sardine grigliate e rami di agrifoglio: il Setsubun è un universo a sé stante che vi invitiamo a scoprire in questo articolo.

 

Il Setsubun, una festa giapponese plurisecolare

Per comprendere cosa rappresenti davvero il Setsubun nella cultura giapponese, bisogna risalire alle sue origini e cogliere il contesto in cui questa festa è nata ed è evoluta nel corso dei secoli.

Una celebrazione nata tra shintoismo e buddismo

La parola Setsubun (節分) significa letteralmente “divisione delle stagioni” in giapponese. In origine, questo termine designava i quattro giorni dell’anno che segnavano la transizione tra ogni stagione nel calendario lunare tradizionale giapponese. Con il tempo, è stato il Setsubun di primavera, quello che precede il Risshun o “inizio della primavera”, a prevalere sugli altri tre per diventare la festa che i giapponesi celebrano oggi il 3 febbraio.

Nella cosmologia giapponese tradizionale, i periodi di transizione tra le stagioni sono momenti particolarmente vulnerabili, in cui l’equilibrio tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti viene perturbato. Questi istanti di passaggio sono propizi all’intrusione di forze malevole, malattie e sfortuna nel mondo degli uomini. Il Setsubun è dunque innanzitutto un rituale di purificazione e protezione, destinato a scacciare gli spiriti maligni prima dell’ingresso nel nuovo anno secondo il calendario lunare.

Le radici del Setsubun affondano sia nello shintoismo, con la sua tradizione di purificazione rituale e comunicazione con gli spiriti della natura, sia nel buddismo, con la sua cosmologia popolata di demoni e guardiani dell’aldilà. Questa doppia filiazione religiosa è caratteristica di molte feste tradizionali giapponesi, dove le due religioni hanno da tempo imparato a coesistere e a completarsi piuttosto che a opporsi.

L’evoluzione del Setsubun attraverso le epoche

Le prime tracce documentate di una celebrazione simile al Setsubun risalgono al periodo Nara, nell’VIII secolo. All’epoca, la corte imperiale praticava un rituale chiamato Tsuina, importato dalla Cina, che consisteva nello scacciare i demoni con torce, tamburi e frecce rituali scagliate ai quattro angoli del palazzo. Questo rituale sofisticato e costoso era riservato all’aristocrazia e al clero buddista, lontano dalle pratiche popolari che conosciamo oggi.

È durante il periodo Muromachi, tra il XIV e il XVI secolo, che il mamemaki, il lancio di semi di soia, fa la sua comparsa come rituale centrale del Setsubun. Questa pratica, molto più accessibile e partecipativa rispetto alle cerimonie aristocratiche precedenti, si è rapidamente diffusa in tutta la popolazione giapponese. Il periodo Edo ha poi visto il Setsubun democratizzarsi completamente, diventando una delle feste più popolari del calendario annuale giapponese, celebrata da tutte le classi sociali con entusiasmo e creatività crescenti.

Oggi, il Setsubun è una festa nazionale non festiva ma universalmente celebrata in Giappone, nelle famiglie, nei templi, nei santuari, nelle scuole e persino nelle aziende. Il suo carattere partecipativo e festoso, la sua dimensione al contempo seria e ludica, ne fanno una delle celebrazioni più rappresentative dello spirito giapponese in tutta la sua complessità.

 

I rituali imperdibili del Setsubun

Il Setsubun è una festa ricca di rituali, alcuni dei quali praticati in tutto il Giappone e altri propri di alcune regioni o templi. Ecco le tradizioni più importanti da conoscere.

Il Mamemaki, il lancio di semi contro i demoni

Il mamemaki (豆まき) è il rituale centrale e più emblematico del Setsubun. La parola si compone di mame (semi di soia) e maki (lanciare o disperdere). Il principio è semplice: si lanciano semi di soia tostati, chiamati fukumame o “semi della fortuna”, in direzione dei demoni per scacciarli, poi all’interno della casa per farvi entrare la fortuna e la buona sorte.

Il ruolo del lanciatore di semi è tradizionalmente ricoperto dal capofamiglia o dalla persona nata sotto il segno zodiacale dell’anno in corso, chiamata toshiotoko per un uomo o toshionna per una donna. Nelle famiglie giapponesi, è comune che un membro della famiglia indossi una maschera da oni per interpretare il demone, mentre gli altri gli lanciano i semi gridando la formula rituale. Questa messa in scena familiare, al contempo spaventosa e divertente, è particolarmente apprezzata dai bambini.

Dopo il mamemaki, una tradizione vuole che ognuno mangi un numero di semi pari alla propria età, a volte uno in più per assicurarsi buona salute e felicità per l’anno a venire. Questa tradizione di mangiare i propri semi portafortuna è chiamata toshimame ed è praticata in tutto il Giappone, anche se il numero esatto di semi da mangiare varia leggermente a seconda delle regioni.

La scelta del seme di soia non è casuale. In giapponese, la parola mame (豆) è omofona della parola che significa “lavoratore” o “in buona salute”, il che rafforza la sua dimensione propiziatoria. Inoltre, i semi tostati, a differenza di quelli crudi, non possono germogliare, il che nella simbologia giapponese impedisce ai demoni scacciati di “ricrescere” in casa.

Gli altri rituali: Ehomaki, Iwashi e Hiiragi

Il Setsubun non si riassume nel solo mamemaki. Diversi altri rituali completano questa celebrazione e le conferiscono tutta la sua ricchezza.

L’ehomaki è senza dubbio il rituale che ha conosciuto la maggiore crescita in popolarità negli ultimi decenni. Consiste nel mangiare in silenzio un rotolo di sushi intero, chiamato futomaki, senza tagliarlo, guardando nella direzione del punto cardinale considerato favorevole per l’anno in corso secondo il calendario astrologico giapponese. Questa direzione, chiamata eho, cambia ogni anno. La regola è rigorosa: il rotolo deve essere mangiato intero e in silenzio, senza fermarsi, per non spezzare la fortuna. Mangiare l’ehomaki parlando o tagliando il rotolo sarebbe di cattivo auspicio per l’anno a venire.

L’iwashi, o sardina grigliata, è un altro elemento tradizionale del Setsubun, particolarmente diffuso nelle regioni del Kansai. La testa della sardina grigliata, il cui odore forte dovrebbe scacciare i demoni, viene piantata su un ramo di hiiragi, un agrifoglio giapponese dalle foglie pungenti, e disposta all’ingresso della casa come talismano protettivo. Questa combinazione dell’odore repellente della sardina e delle punte acuminate dell’agrifoglio crea una doppia barriera simbolica contro le forze malevole. Meno praticata del mamemaki nel Giappone contemporaneo, questa tradizione resta viva in molte famiglie tradizionali e in alcune regioni del paese.

teiera giapponese

 

Il Setsubun oggi in Giappone

Lungi dall’essere una tradizione statica o in declino, il Setsubun contemporaneo è una festa estremamente viva che sa unire il rispetto delle tradizioni ancestrali all’adattamento agli stili di vita moderni.

Una festa celebrata diversamente a seconda delle regioni

Se il mamemaki è praticato in tutto il Giappone, il Setsubun presenta variazioni regionali significative che testimoniano la ricchezza e la diversità della cultura giapponese.

Nella regione del Kansai, che comprende Osaka, Kyoto e Kobe, il Setsubun ha un sapore particolarmente festoso e popolare. È in questa regione che è nata la tradizione dell’ehomaki, che si è poi diffusa in tutto il paese a partire dagli anni ’90, grazie soprattutto alle grandi catene di supermercati che hanno commercializzato massicciamente questi rotoli di sushi. I festival del Setsubun vi sono particolarmente animati, con processioni colorate, spettacoli di strada e distribuzioni di semi portafortuna.

Nella regione di Tohoku, nel nord del Giappone, alcune comunità utilizzano arachidi invece di semi di soia per il mamemaki, una pratica che si spiega con il clima freddo della regione, dove le arachidi sono più facili da raccogliere nella neve dopo il lancio. In altre regioni, si utilizzano caramelle o piccoli dolci al posto dei semi tradizionali, specialmente nelle celebrazioni organizzate per i bambini.

Il Setsubun nei templi e santuari

I templi e santuari giapponesi sono al centro della celebrazione del Setsubun, organizzando cerimonie pubbliche di una portata e di un fervore che attirano ogni anno decine di migliaia di visitatori.

Il Naritasan Shinshoji, un tempio buddista della città di Narita nella prefettura di Chiba, è uno dei siti più celebri per le cerimonie del Setsubun. Ogni anno, celebrità, attori, sportivi di fama e lottatori di sumo sono invitati a partecipare al mamemaki dal palco del tempio, lanciando semi e buste portafortuna a una folla entusiasta di diverse decine di migliaia di persone. Queste cerimonie, trasmesse dalla televisione nazionale, sono uno degli eventi mediatici più seguiti dell’inizio dell’anno in Giappone.

Il Yoshida Jinja di Kyoto organizza una delle cerimonie del Setsubun più antiche e solenni del paese, con rituali che risalgono a più di cinquecento anni fa. La cerimonia principale, che si svolge a mezzanotte, comprende una processione con le fiaccole e un rituale di esorcismo chiamato Oni-yarai di una rara intensità drammatica. Gli stand di cibo e artigianato che costeggiano i viali del santuario durante i tre giorni di celebrazione creano un’atmosfera di matsuri che attira visitatori da tutta la regione del Kansai.

 

Come celebrare il Setsubun a casa propria?

Il Setsubun non è riservato ai giapponesi. I suoi rituali sono accessibili a tutti e possono essere facilmente riprodotti a casa, con i bambini o tra amici, per un’esperienza culturale autentica e festosa.

Riprodurre i rituali alla francese

Celebrare il Setsubun a casa non richiede né materiale sofisticato né una conoscenza approfondita del giapponese. Pochi elementi bastano per ricreare l’essenziale della festa.

Iniziate procurandovi dei semi di soia tostati, disponibili nei negozi di alimentari asiatici e sempre più spesso nei supermercati. Preparate una maschera da oni per uno dei partecipanti, che potete fabbricare semplicemente in carta o cartone dipinto di rosso o blu. Designate un lanciatore di semi e dividetevi i ruoli. Aprite le finestre e le porte, e lanciate i semi verso l’esterno gridando “Oni wa soto”, poi verso l’interno gridando “Fuku wa uchi”. Mangiate poi i vostri semi portafortuna in numero uguale alla vostra età.

Per andare oltre nell’esperienza, preparate un ehomaki: un grande rotolo di sushi guarnito con sette ingredienti, in riferimento alle sette divinità della fortuna giapponesi. Cercate la direzione favorevole dell’anno in corso, posizionatevi di fronte ad essa e mangiate il vostro rotolo intero in silenzio. È un’esperienza al contempo divertente e meditativa, perfetta per avvicinare amici o bambini alla cultura giapponese in modo concreto e partecipativo.

La gastronomia del Setsubun

La cucina del Setsubun è semplice ma carica di significato, con ogni piatto che porta la propria valenza simbolica.

I semi di soia tostati sono ovviamente al centro della gastronomia del Setsubun. Si trovano in bustine individuali in tutti i supermercati giapponesi durante il periodo della festa, spesso accompagnati da piccole maschere da oni in cartone. Il loro gusto leggermente tostato e croccante li rende anche uno spuntino apprezzato al di fuori di ogni contesto rituale.

L’ehomaki è il piatto più elaborato della festa. Questo grande rotolo di sushi deve tradizionalmente contenere sette ingredienti diversi, in riferimento agli Shichifukujin, le sette divinità giapponesi della felicità. Gli ingredienti variano a seconda delle regioni e delle famiglie, ma vi si trovano classicamente frittata giapponese, funghi shiitake, zucca kanpyo, cetriolo, gamberi, anguilla grigliata e foglie di mitsuba. Nel Giappone contemporaneo, le varianti creative e gastronomiche dell’ehomaki sono innumerevoli, dalle versioni vegetariane a quelle ai frutti di mare più elaborate.

La zuppa di fagioli rossi, chiamata oshiruko o zenzai, è anch’essa associata al Setsubun in alcune regioni del Giappone, in particolare nella regione del Kansai. Dolce e confortante, viene servita calda come modo per celebrare la fine dell’inverno e accogliere la primavera che si avvicina.

 

Scoprite anche il nostro articolo: Il significato dei motivi tradizionali nella cultura giapponese

 

FAQ – Tutte le vostre domande sul Setsubun

Il Setsubun è un giorno festivo in Giappone?

No, il Setsubun non è un giorno festivo ufficiale in Giappone. È una festa tradizionale celebrata il 3 febbraio, ma i giapponesi lavorano e vanno a scuola normalmente quel giorno. Le celebrazioni si svolgono generalmente la sera in famiglia o durante cerimonie organizzate nei templi e santuari, accessibili a tutti al di fuori degli orari di lavoro.

Perché si usano i semi di soia per scacciare i demoni?

Diverse spiegazioni coesistono nella tradizione giapponese. La prima è linguistica: in giapponese, mame può significare al contempo “seme” e “lavoratore, in buona salute”, il che ne fa un alimento portatore di auguri positivi. La seconda è pratica: i semi tostati, duri e lanciabili, sono un proiettile efficace contro i demoni. La terza è simbolica: la soia, alimento base della cucina giapponese, è portatrice di un’energia vitale positiva che si ritiene sia particolarmente efficace contro le forze malevole.

Qual è la differenza tra il Setsubun e il Capodanno giapponese?

Il Setsubun e il Capodanno giapponese, chiamato Oshōgatsu, sono due feste ben distinte. Il Capodanno giapponese si celebra il 1° gennaio secondo il calendario gregoriano moderno e costituisce la festa più importante dell’anno in Giappone. Il Setsubun, celebrato il 3 febbraio, segnava l’inizio del nuovo anno nell’antico calendario lunare giapponese. Sebbene condividano una dimensione di rinnovamento e purificazione, i loro rituali e la loro atmosfera sono molto diversi.

L’ehomaki deve davvero essere mangiato in silenzio e intero?

Sì, secondo la tradizione. Mangiare l’ehomaki in silenzio, senza fermarsi e senza tagliarlo, dovrebbe preservare l’integrità della fortuna contenuta nel rotolo. Fermarsi, parlare o tagliare il rotolo spezzerebbe simbolicamente questa fortuna. Nella pratica, questa regola è seguita con più o meno rigore a seconda delle famiglie, ma fa parte integrante del rituale e contribuisce al suo aspetto meditativo e un po’ misterioso.

Il Setsubun viene celebrato fuori dal Giappone?

Il Setsubun resta principalmente una festa giapponese, ma viene celebrato nelle comunità giapponesi di tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. In Francia, alcuni ristoranti giapponesi e associazioni culturali organizzano eventi attorno al Setsubun, e i negozi di alimentari giapponesi propongono semi di soia tostati e talvolta ehomaki durante questo periodo. È una festa che guadagna progressivamente visibilità in Occidente grazie al crescente interesse per la cultura giapponese.

Prodotti correlati

Categorie

Categorie
Statuette Maneki Neko 136 Figurine solari 52 Salvadanai Gatto 51 Stoviglie e arte del... 37 Charm e accessori 31 Amuletti giapponesi 15 Gioielli in argento 10 Daruma 9 Figurine animate con... 8 Decorazione giapponese 7 Tutti i prodotti
🏠 Home 🛍️ Prodotti 📋 Categorie 🛒 Carrello