Ci sono spazi che non appartengono veramente né all’interno né all’esterno. L’engawa è uno di questi. Questa galleria coperta che corre lungo il perimetro delle case neko.it/amuletti-giapponesi/”>giapponesi tradizionali è uno degli elementi architettonici più singolari e poetici dell’intera cultura giapponese. Non è un corridoio, né una terrazza, né una veranda nel senso occidentale del termine: l’engawa è uno spazio di transizione, una zona cuscinetto tra il mondo domestico e il giardino, tra il dentro e il fuori, tra l’intimo e il naturale. È qui che ci si siede per contemplare la pioggia che cade sulle pietre del giardino, che si sorseggia il tè osservando gli aceri che si tingono di rosso in autunno, che si lasciano vagare i pensieri senza una meta precisa. Oggi, questo spazio giapponese per eccellenza ispira sempre più appassionati di Decorazione giapponese e di architettura biofila in Francia. Ecco come comprendere l’engawa e trarne ispirazione concretamente a casa propria.
L’engawa, uno spazio tra dentro e fuori
Per cogliere ciò che l’engawa rappresenta davvero nella cultura giapponese, bisogna innanzitutto comprendere la filosofia dello spazio che sottende tutta l’architettura tradizionale nipponica, una filosofia radicalmente diversa da quella che guida le costruzioni in Occidente.
Origini e ruolo architettonico dell’engawa
La parola engawa (縁側) è composta da due caratteri: en (縁), che significa “bordo”, “legame” o “relazione”, e gawa (側), che significa “lato”. Questa etimologia è rivelatrice: l’engawa non è semplicemente un elemento architettonico funzionale, è letteralmente lo spazio del legame, quello che unisce la casa al giardino, l’interno all’esterno, l’abitante alla natura.
Le prime forme di engawa appaiono nell’architettura giapponese fin dal periodo Heian, tra il IX e il XII secolo, nelle grandi dimore aristocratiche in stile shinden-zukuri. Queste gallerie coperte permettevano di circolare tra i diversi padiglioni di una residenza senza esporsi alle intemperie, mantenendo al contempo un contatto visivo permanente con i giardini accuratamente composti che costituivano la cornice naturale di queste dimore. Con lo sviluppo dello stile architettonico shoin-zukuri durante il periodo Muromachi, l’engawa si è progressivamente standardizzato per diventare l’elemento imprescindibile della casa giapponese tradizionale che conosciamo oggi.
Nella sua forma classica, l’engawa è una galleria di legno levigato, solitamente in cipresso giapponese hinoki o in pino matsu, che si estende per tutta la lunghezza della facciata affacciata sul giardino. La sua larghezza varia generalmente tra i 60 centimetri e 1,2 metri, quanto basta per sedersi comodamente con le gambe a penzoloni o per circolare senza intralci. È leggermente rialzato rispetto al livello del suolo esterno, ma in continuità diretta con il pavimento interno della casa, da cui è separato solo dagli shoji, quelle pareti scorrevoli in legno e carta washi che possono essere completamente aperte per creare una continuità totale tra lo spazio abitativo e la galleria.
L’engawa nella filosofia giapponese dello spazio
L’engawa è l’espressione architettonica più pura del concetto giapponese di ma (間), questa nozione fondamentale di spazio intermedio, di pausa, di vuoto carico di significato. Nella filosofia giapponese dello spazio, ciò che si trova tra due cose è importante quanto, se non più, delle cose stesse. L’engawa è questo ma spaziale per eccellenza: non è la casa, non è il giardino, è lo spazio che li unisce e che conferisce a ciascuno di essi il suo pieno significato.
Questa filosofia dell’intermezzo si manifesta concretamente nel modo in cui l’engawa viene vissuto e utilizzato dai giapponesi. È uno spazio di decompressione, una zona di transizione psicologica tra l’attività interna e la contemplazione esterna. Ci si siede per guardare la pioggia, per osservare i cambiamenti di stagione nel giardino, per leggere, per meditare o semplicemente per non fare nulla nel senso occidentale del termine, ma per essere pienamente presenti in un senso giapponese. L’engawa materializza questa idea profondamente nipponica secondo cui la contemplazione non è una perdita di tempo, ma un’attività a pieno titolo, necessaria all’equilibrio dell’essere quanto il lavoro o il sonno.
L’engawa svolge anche un ruolo sociale importante nella cultura giapponese tradizionale. È lo spazio in cui si ricevono i visitatori informali, coloro con i quali la relazione non è ancora abbastanza intima da invitarli a entrare in casa, ma per i quali si desidera creare uno spazio di accoglienza caloroso e rispettoso. Questa funzione di spazio di ricevimento semi-pubblico illustra perfettamente la sofisticatezza dei codici sociali giapponesi e il modo in cui l’architettura li codifica e li facilita.
Le caratteristiche di un engawa tradizionale
Un engawa autentico non si riduce a una semplice tavola di legno posata davanti a una casa. Rispetta regole costruttive ed estetiche precise che ne fanno molto più di una semplice terrazza coperta.
Materiali, dimensioni e lavorazione
Il legno è il materiale centrale e indiscutibile dell’engawa tradizionale. Le essenze più utilizzate sono l’hinoki, il cipresso giapponese dalle proprietà naturalmente resistenti all’umidità e agli insetti, e il sugi, il cedro giapponese più accessibile e altrettanto bello. Questi legni sono lavorati con una precisione notevole: le tavole sono piallate fino a ottenere una superficie perfettamente liscia e leggermente brillante, piacevole al tatto e alla vista, che riflette sottilmente la luce naturale.
La struttura dell’engawa poggia su un sistema di travi e pilastri in legno che la rialzano leggermente rispetto al suolo esterno, creando uno spazio aerato sottostante che favorisce la ventilazione e previene l’umidità. Questa elevazione è sufficiente per permettere di sedersi con le gambe a penzoloni in una posizione naturale e confortevole, una delle posture più caratteristiche associate all’engawa nell’immaginario giapponese.
Il tetto che protegge l’engawa è il prolungamento diretto della copertura principale della casa, con il suo caratteristico sporto ampiamente dimensionato per proteggere efficacemente la galleria dalla pioggia, lasciando al contempo entrare la luce naturale con un’angolazione ottimale a seconda delle stagioni. In estate, quando il sole è alto nel cielo, lo sporto del tetto crea un’ombra naturale che mantiene l’engawa fresco e piacevole. In inverno, quando il sole è basso, i raggi penetrano sotto lo sporto per riscaldare naturalmente la galleria e l’interno della casa.
L’engawa e il suo rapporto con il giardino giapponese
L’engawa non può essere compreso indipendentemente dal giardino che costeggia e contempla. Nella casa giapponese tradizionale, l’engawa e il giardino formano un insieme indissociabile, due elementi complementari di una stessa composizione che pone la natura al centro dell’esperienza domestica.
Il giardino giapponese visibile dall’engawa è sempre accuratamente composto per offrire il miglior spettacolo possibile da questo punto di vista privilegiato. Ogni pietra, ogni pianta, ogni elemento del giardino è posizionato tenendo conto della prospettiva dall’engawa, creando una composizione visiva che evolve magnificamente nel corso delle stagioni. Il tsubo-niwa, questo micro-giardino interno tipico delle case di città giapponesi, è spesso visibile dall’engawa e costituisce uno degli spettacoli più intimi e raffinati dell’architettura domestica giapponese.
La relazione tra l’engawa e il giardino è anche sensoriale. Il suono dell’acqua di un bacino o di un ruscello artificiale, il profumo dei fiori di stagione, il fruscio dei bambù nel vento: dall’engawa, tutti questi elementi sensoriali del giardino giapponese si fondono in un’esperienza immersiva che cancella progressivamente il confine tra l’interno e la natura.

Come adattare l’engawa in una casa francese
Ricreare un engawa autentico in una casa francese non è sempre possibile né auspicabile. Tuttavia, trarre ispirazione dai suoi principi essenziali per trasformare uno spazio esistente è assolutamente fattibile e può produrre risultati notevoli.
I principi da rispettare per rimanere fedeli allo spirito
Prima di scegliere i materiali o disegnare i piani, bisogna comprendere ciò che costituisce l’essenza dell’engawa e non tradirne i principi fondamentali nella trasposizione occidentale.
Il primo principio è quello della continuità visiva e fisica tra l’interno e l’esterno. Un engawa alla francese deve permettere un passaggio fluido e senza rotture tra lo spazio abitativo interno e la galleria esterna. Ciò implica idealmente una porta o una vetrata scorrevole che possa aprirsi completamente, senza soglie o gradini importanti, creando una continuità a filo pavimento tra i due spazi.
Il secondo principio è quello della protezione contro le intemperie. L’engawa è uno spazio coperto, e questa copertura è indispensabile al suo funzionamento. Senza protezione dalla pioggia, lo spazio perde la sua dimensione contemplativa: non ci si può sedere a guardare la pioggia se si è sotto la pioggia. Uno sporto del tetto, una pergola coperta o una veranda aperta sui lati sono le soluzioni più vicine allo spirito originale.
Il terzo principio, spesso il più difficile da rispettare in un contesto occidentale, è quello della sobrietà e del vuoto. Un engawa non deve essere ingombro di mobili, piante in vaso o oggetti decorativi. La sua efficacia riposa precisamente sulla sua semplicità: qualche tavola di legno, una vista sul giardino e nient’altro. Resistere alla tentazione di sovraccaricare questo spazio è la sfida principale di ogni adattamento occidentale dell’engawa.
I materiali e gli allestimenti adattati al contesto europeo
Per ricreare lo spirito dell’engawa in Francia, diversi materiali e soluzioni di allestimento permettono di avvicinarsi all’estetica giapponese tenendo conto dei vincoli climatici e costruttivi europei.
Il legno rimane il materiale centrale e imprescindibile. In Francia, dove l’hinoki e il sugi sono rari e costosi da importare, diverse essenze locali offrono caratteristiche simili: il larice, naturalmente resistente alle intemperie, la quercia massiccia o la robinia, tutti capaci di invecchiare con grazia e di sviluppare la patina grigia argentata caratteristica del legno esposto agli elementi. Lo yakisugi, questo legno bruciato giapponese di cui abbiamo parlato in un altro articolo, è un’opzione particolarmente coerente dal punto di vista culturale e offre una resistenza alle intemperie eccezionale per un uso in esterno.
Per il pavimento della galleria, un rivestimento in legno posato in orizzontale con tavole larghe e lisce è la scelta più vicina all’originale giapponese. Evitate le doghe da terrazza con scanalature troppo marcate o finiture troppo industriali che romperebbero l’atmosfera ricercata. Il legno deve essere oliato regolarmente per mantenere la sua bellezza e la sua resistenza all’umidità.
La copertura dell’engawa adattato può assumere diverse forme a seconda della configurazione della casa. Il prolungamento della copertura esistente è la soluzione più elegante e vicina all’originale, ma richiede lavori importanti. Una pergola in legno con tetto in policarbonato trasparente o in vetro è un’alternativa più accessibile che preserva la luminosità garantendo al contempo la protezione dalla pioggia. Un tetto verde, in accordo con la filosofia biofila dell’engawa, è un’opzione più contemporanea e particolarmente bella.
L’engawa come fonte di ispirazione déco contemporanea
Al di là della realizzazione di un engawa strettamente tradizionale, i suoi principi possono ispirare un approccio più ampio alla relazione tra interno ed esterno in qualsiasi casa o appartamento.
Terrazza, veranda o balcone: quale spazio trasformare?
La buona notizia è che quasi tutti gli spazi di transizione esterni possono essere ripensati alla luce dei principi dell’engawa, indipendentemente dalla loro dimensione o configurazione.
Una terrazza coperta è lo spazio più vicino all’engawa nell’architettura francese. Per trasformarla in questo spirito, iniziate a liberarla radicalmente: rimuovete i mobili da giardino voluminosi, gli ombrelloni, i contenitori e gli accessori superflui. Installate alcuni cuscini piatti in lino naturale direttamente sul pavimento in legno o su una panca bassa fissata alla parete. Orientate tutto verso la vista sul giardino piuttosto che verso l’interno della casa. Aggiungete una lanterna in carta washi o in metallo patinato per l’illuminazione serale. Il risultato, epurato e contemplativo, sarà immediatamente più vicino allo spirito engawa di qualsiasi terrazza classica.
Una veranda esistente può essere trasformata in un engawa contemporaneo eliminando il massimo di mobili, sostituendo le porte con vetrate scorrevoli che possano aprirsi completamente sul giardino e lavorando pavimenti e pareti con materiali naturali. Un pavimento in legno massiccio oliato, pareti in intonaco a calce naturale e pannelli scorrevoli in legno che sostituiscono le vetrate fisse sono gli interventi più efficaci.
Un balcone, anche piccolo, può incarnare lo spirito dell’engawa con pochissimi mezzi. Una pedana in legno posata sul pavimento in cemento esistente, una sottile balaustra in bambù o in legno naturale che sostituisce la ringhiera metallica originale e alcuni elementi vegetali accuratamente scelti bastano a trasformare radicalmente l’atmosfera di un balcone ordinario.
Gli errori da evitare
Diverse insidie attendono coloro che desiderano ispirarsi all’engawa senza tradirne lo spirito.
Il primo errore è sovraccaricare lo spazio. L’engawa trae la sua forza dalla sua sobrietà. Non appena vi si aggiungono troppi mobili, troppe piante o troppi oggetti decorativi, perde la sua dimensione contemplativa e ridiventa una terrazza ordinaria. Uno o due elementi ben scelti bastano: una panca bassa, un piccolo vassoio per il tè, una pianta sobria in un vaso di ceramica.
Il secondo errore è trascurare la vista. L’engawa ha senso solo se affaccia su qualcosa che merita di essere contemplato. Se il giardino o lo spazio esterno visibile dalla galleria è trascurato, ingombro o privo di interesse visivo, tutto lo spirito dell’engawa evapora. Investire nella composizione del giardino visibile dall’engawa è importante quanto, se non più, che investire nella galleria stessa.
Il terzo errore è utilizzare materiali inadatti. La plastica, il metallo verniciato con colori vivaci o i materiali compositi con finiture troppo industriali sono incompatibili con l’estetica dell’engawa. Ogni materiale scelto deve essere naturale, sobrio e capace di invecchiare con grazia.
Scoprite anche il nostro articolo: L’arte della carta washi: lavorazione, utilizzi e simbolismo
FAQ – Tutto quello che dovete sapere sull’engawa
Un engawa può essere chiuso in inverno?
Nel Giappone tradizionale, l’engawa veniva talvolta chiuso da persiane in legno chiamate amado durante i periodi di maltempo o in inverno nelle regioni fredde. In un adattamento francese, pannelli scorrevoli in legno o vetrate retrattili permettono di chiudere lo spazio in inverno preservandone l’estetica. Questa soluzione permette di godere dell’engawa tutto l’anno, trasformando lo spazio in una veranda riscaldata durante i mesi freddi.
Qual è la differenza tra un engawa e una veranda classica?
La differenza è innanzitutto filosofica. Una veranda classica è generalmente concepita come uno spazio abitativo supplementare, chiuso, riscaldato e arredato come una stanza interna. L’engawa è l’opposto: è uno spazio aperto, non riscaldato, quasi vuoto, la cui funzione principale non è quella di ospitare attività, ma di creare uno spazio di contemplazione e di transizione tra la casa e la natura. L’engawa è un invito a guardare fuori, la veranda un invito a restare dentro.
Quale budget prevedere per creare un engawa ispirato allo stile giapponese?
Il budget varia considerevolmente a seconda dell’ampiezza del progetto. Una trasformazione leggera di una terrazza esistente con pedane in legno, alcuni accessori e un lavoro di decluttering può essere fatta per poche centinaia di euro. Una creazione ex nihilo con prolungamento del tetto, struttura in legno massiccio e infissi scorrevoli su misura rappresenta un investimento tra i 5.000 e i 20.000 euro a seconda delle dimensioni e dei materiali scelti. Nel mezzo, l’installazione di una pergola coperta con pavimento in legno oliato e allestimento epurato si situa generalmente tra i 2.000 e gli 8.000 euro.
Il legno di un engawa esterno richiede molta manutenzione?
Un legno ben scelto e correttamente trattato richiede una manutenzione minima. Un’applicazione di olio di lino o di olio speciale per legno da esterno una volta all’anno è generalmente sufficiente a mantenere la bellezza e la resistenza del legno. Con il tempo, un legno non oliato sviluppa naturalmente una patina grigia argentata che è, nello spirito wabi-sabi, bella quanto, se non più, del legno nuovo. Il larice e la robinia, due essenze locali particolarmente resistenti alle intemperie, possono essere lasciati senza trattamento e invecchiare naturalmente con grande dignità.
L’engawa è adatto al clima francese?
Con i necessari adattamenti, sì. La sfida principale del clima francese rispetto a quello giapponese è la variabilità e talvolta il rigore degli inverni, in particolare nelle regioni del nord e dell’est. La soluzione è progettare l’engawa con protezioni laterali rimovibili ed eventualmente una chiusura invernale, godendo appieno dello spazio durante i nove mesi dell’anno in cui il clima lo permette. Nel sud della Francia, dove il clima è più vicino a quello delle regioni meridionali del Giappone, l’adattamento è ancora più naturale e l’engawa può essere utilizzato praticamente tutto l’anno.



